Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che in una terra conosciuta per le straordinarie declinazioni di Sangiovese, popolare a livello mondiale per i rossi titanici e dove si vinifica passito a mai finire, lo spumante sarebbe riuscito a conquistare un’apprezzabile numero di consumatori. È infatti risaputo che la Toscana non vanti un’antica tradizione spumantistica e che solo il disciplinare di qualche denominazione ne consenta la produzione facendo ricorso, ai consueti vitigni internazionali… Degustazione di: BRUT TREBBIANO 2014 BRUT TREBBIANO 2011 BRUT SANGIOVESE Rosé 2014 BRUT SANGIOVESE Rosé 2011
  • “ZERO” FRANCIACORTA DOCG PAS DOSE’ – LA FIORITA
  • “BRUT 1907” TRENTO DOC RISERVA – CANTINA D’ISERA
  • “MILLEDI’ ” FRANCIACORTA DOCG – FERGHETTINA
  • “BRUT ROSE’” – SANGIOVESE METODO CLASSICO – BARACCHI
  • “IL FARO DELLA GUARDIA” LAZIO BIANCO IGT – CASALE DEL GIGLIO
  • “RAJAH” ZIBIBIBBO TERRE SICILIANE IGP – TENUTA GORGHI TONDI
  • “GRIGIO” PINOT GRIGIO IGP – PIANA DEI CASTELLI
  • “LA FATA GALANTI” NERELLO CAPPUCCIO – ALCANTARA
  • “SOPRASASSI” CANAIOLO IGT TOSCANA – I SODI
  • “MACCHIAROSSA” TINTILIA DEL MOLISE DOP – CLAUDIO CIPRESSI
  • “1890” NERELLO CALABRESE IGT – TRAMONTANA
le mie degustazioniI nostri spassionati consigli, tutte degustazioni vere, senza voti, calici, grappoli, acini o chissà cosa. Solo la descrizione del vino e il perchè a noi è piaciuto. Per questo Numero abbiamo stappato:
  • “TREBBIANO BRUT” METODO CLASSICO MILLESIMATO – BARACCHI
  • “SANGIO ORO” SANGIOVESE SUPERIORE RISERVA – MONTAIA
  • “SEBASTIAN” IGP LAZIO CABERNET SAUV. – LA LUNA DEL CASALE
  • “TAURASI DOCG” – CANTINE ELMI
  • “NERELLO MASCALESE” ETNA ROSSO – CANTINA ENOTRIO
  • “DALL’ ISOLA” CAMPANIA IGT – JOAQUIN
  • “VIGNA SAVUCO” TERRE DI COSENZA DOP – SERRACAVALLO
  • “CARATTERE” ROSSO VDT – PLATINUM ITALIA
  • “A NACA” SICILIA ROSSO IGT – CALATRASI
  • “MARIKA” VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI DOP – SOCCI
  • “ROMANICO” CESANESE DEL PIGLIO DOCG – COLETTI CONTI
tenuta cocci grifoniL’azienda possiede 50 ettari vitati nelle colline del Piceno, a pochi chilometri dal mare e dal confine fra Marche e Abruzzo. La filosofia aziendale prevede il controllo totale sull’intera filiera produttiva; in campagna, grande attenzione alla sostenibilità ed al “residuo zero”; in cantina non si lascia nulla al caso. Il fondatore Guido Cocci Grifoni ha dimostrato tutto il potenziale di questo terroir, imbottigliando per primo il Rosso Piceno Superiore e riscoprendo il vitigno Pecorino, un’antica varietà italica che era quasi estinta e che oggi è uno dei vini bianchi più apprezzati del Centro Italia. Una parte consistente della sua produzione è rivolta ai mercati internazionali. La Tenuta Cocci Grifoni ha investito con convinzione nell’enoturismo, ampliando la sala degustazione e creando due appartamenti vacanze nel casolare di famiglia ristrutturato all’insegna della massima sostenibilità energetica. La struttura si chiama “Dimora di Campagna Tenuta Cocci Grifoni” ed è pensata per coppie e famiglie che vogliono immergersi nel relax della campagna picena, godendosi tutto il terroir di queste colline in una vacanza dedicata alla bellezza e al vino di qualità.
montaiaSi dice che il Sangiovese di Romagna contenga il carattere dei romagnoli: all’esterno franco, esuberante, schietto, robusto e nello stesso tempo ruvido, ma sincero e delicato all’interno; è stato il primo vino romagnolo ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata nel 1967. Se la riviera Romagnola è stata da sempre sinonimo di allegria, divertimento e buona cucina, il Sangiovese è stato nel tempo il compagno ideale delle piadine con rucola e squacquerone, del castrato ai ferri, delle salsicce e degli affettati di mora romagnola, degustati anche solo in qualche balera di periferia, al suono delle melodie romagnole del liscio. La forza e l’eleganza del Sangiovese, con il suo profumo ed il suo sapore, ci offre la sensazione di riportarci indietro nel tempo, capace di stuzzicare nei giovani di oggi ed in quelli di un recente passato la voglia di riassaporare il sole e la contagiosa allegria della gente e della terra di Romagna. Il Sangiovese è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e in sette comuni della Provincia di Bologna. Prodotto con le uve vinificate in purezza o insieme a piccole quantità (massimo 15%) di uve di altre varietà a bacca rossa della zona è stato il primo ad essere riconosciuto tra i vini Doc nel comprensorio romagnolo. Dal 2011 la denominazione è modificata in Romagna Sangiovese.
Re incontrastato dei vini rossi del centro Italia, indiscusso signore delle colline romagnole, è il vitigno italiano più diffuso ed è il componente principale di tante eccellenze come il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Montepulciano o il Morellino di Scansano e molti altri forse meno conosciuti ma altrettanto pregevoli. Le prime notizie storiche sul vitigno risalgono al 1600 mentre per quanta riguarda il nome Sangiovese (in dialetto Sanzve’s) la leggenda vuole che sia stato coniato in un convento di Santarcangelo di Romagna dove i frati cappuccini producevano fra l’altro uno stupendo vino rosso. Un giorno, ospitando un illustre ospite, questi deliziato da tale nettare, chiese come si chiamasse, mettendo i frati in imbarazzo non avendo fino ad allora mai dato pensato di dare un nome a quel vino. Con prontezza però un frate, prendendo spunto dal Colle Giove su cui si trovava il convento, rispose che il nome era “Sanguis Jovis” (Sangue di Giove).” Qualunque sia l’origine del vitigno o del nome, oggi il Sangiovese va conoscendo una sempre maggiore e costante crescita di qualità, che lo ha reso un prodotto d’eccellenza come gli altri vini più nobili.