Negli spettacolari vigneti di Cantina Sant’Andrea, dove, tra lande incontaminate e paesaggi lunari, il Moscato di Terracina DOC raggiunge la sua massima espressione…

A Doganella di Ninfa (LT) nel mondo “bio” di Donato Giangirolami

Sui Castelli Romani, nell’area di produzione di un vino antichissimo che tenta di imboccare finalmente la svolta definitiva verso la qualità.

Un sinuoso itinerario attraverso i tornanti della SS 163 “Amalfitana”, tra i profumi e i sapori di un territorio unico che si amalgamano perfettamente nel bicchiere…

A due passi dalle spiagge di Nettuno (LT), sulle antiche sabbie che hanno preservato uno degli autoctoni più preziosi del Lazio..

La novità è che questa è una cantina vera. Sottoterra, scavata nel tufo. Sopra la cantina c’è un palazzetto storico costruito nella seconda metà dell’800 nel Corso principale di Tocco da Casauria, un piccolo borgo delle colline pescaresi, a metà tra il mare e la montagna. In questo antico palazzetto vivono e lavorano Paolo Guardiani e Stefania Ricci, marito e moglie che, portando avanti l’azienda di famiglia, tengono anche vivi di 150 anni di storia e nobiltà contadina.

guardiani-farchione

Nel 1860, Eleonora e Giovanni de Lutiis,  piccoli produttori di vino sfuso, erigono a Tocco Da  Casauria, lungo il corso principale del paese, un meraviglioso palazzo caratterizzato da un’ampia ed ariosa cantina  sotterranea, destinata all’invecchiamento di  bottiglie con annate particolari che venivano regalate agli amici o  stappate in occasioni  speciali.
La produzione di vino sfuso continuerà con l’erede Carolina, la quale insieme a sua figlia Nunziatina ed al genero Virgilio Guardiani, stamperanno la prima etichetta nel 1930. L’attività  di famiglia continua e nel 1974, il figlio Domenico Guardiani insieme alla moglie Maria Farchione, imbottigliano la prima etichetta di Montepulciano d’Abruzzo a marchio TENUTA DEL CEPPETE il cui nome identifica il territorio di appartenenza del prodotto.
Conducono l’Azienda con convinzione ed entusiasmo e riescono a trasferire la stessa tenace volontà al figlio Paolo, che affiancato dalla moglie Stefania, gestisce con la stessa convinzione ed identico entusiasmo un’attività storica che si tramanda di padre in figlio  per la  quarta generazione.
La sede è sempre la stessa, nel palazzo storico della famiglia Guardiani.
La meravigliosa e suggestiva cantina  tutta ovattata nel tufo e scavata nella pietra, non solo è l’ambiente ideale per l’invecchiamento dei vini ma è soprattutto meta apprezzata e gradita  da turisti che possono ammirarne le bellezze architettoniche.

A Falciano del Massico nelle viscere dell’Ager Falernus, terra del primo grande vino della storia e del Primitivo di Antonio e Gennaro Papa.

 

ll vino più noto, più apprezzato e più costoso dell’antichità. Si può considerare il primo D.O.C. dell’enologia mondiale. Infatti gli antichi romani, che lo avevano in massima considerazione, usavano conservarlo in anfore chiuse da tappi muniti di targhette (pittacium) che ne garantivano l’origine e l’annata Tibullo pregava – nunc mihi Gumosus veteris proferte Falernos – di avere subito una coppa di Falerno, vecchio e affumicato. Plinio, Marziale, Orazio, Cicerone ne hanno più volte tessuto le lodi. Petronio Arbitro racconta che durante la famosa cena di Trimalcione gli haustores, (gli antichi sommeliers) servirono un Falerno vecchio di 100 anni.

“I nostri vini sono come abiti cuciti su misura, seguiamo e ci adattiamo alla stagione in modo da essere sempre al passo con il tempo ed esprimere la qualita’ massima”.

La nostra Storia

Gennaro ed Antonio Papa sono chiamati a mantenere una tradizione millenaria in una zona vitivinicola antica come il tempo.

La storia vitivinicola dell’azienda affonda le radici nei primi decenni del 1900.
Il 24 Giugno 1933 i miei nonni vedono premiate le loro capacita’ e la loro passione dalla cattedra ambulante di agricoltura della provincia di Napoli.
Fino al 1960 la produzione vinicola resta sempre molto apprezzata dagli esperti del settore.
Negli anni 90 arriva la svolta qualitativa nella convinzione che il vino Falerno possa di nuovo competere con i migliori vini del mondo. Rispettando le antiche tradizioni e migliorandole con la tecnica moderna.

Abbiamo idee molto semplici: esigiamo il meglio!
Abbiamo l’obbligo di continuare la tradizione millenaria di un vino senza tempo. Il rispetto del territorio passa attraverso la ricerca della perfezione che quasi mai puo’ essere raggiunta. Ogni vendemmia e’ differente, ma le aspettative sono sempre le stesse: creare un vino che possa essere ricordato nel tempo.

tenuta cocci grifoniL’azienda possiede 50 ettari vitati nelle colline del Piceno, a pochi chilometri dal mare e dal confine fra Marche e Abruzzo. La filosofia aziendale prevede il controllo totale sull’intera filiera produttiva; in campagna, grande attenzione alla sostenibilità ed al “residuo zero”; in cantina non si lascia nulla al caso. Il fondatore Guido Cocci Grifoni ha dimostrato tutto il potenziale di questo terroir, imbottigliando per primo il Rosso Piceno Superiore e riscoprendo il vitigno Pecorino, un’antica varietà italica che era quasi estinta e che oggi è uno dei vini bianchi più apprezzati del Centro Italia. Una parte consistente della sua produzione è rivolta ai mercati internazionali.

La Tenuta Cocci Grifoni ha investito con convinzione nell’enoturismo, ampliando la sala degustazione e creando due appartamenti vacanze nel casolare di famiglia ristrutturato all’insegna della massima sostenibilità energetica. La struttura si chiama “Dimora di Campagna Tenuta Cocci Grifoni” ed è pensata per coppie e famiglie che vogliono immergersi nel relax della campagna picena, godendosi tutto il terroir di queste colline in una vacanza dedicata alla bellezza e al vino di qualità.

montaiaSi dice che il Sangiovese di Romagna contenga il carattere dei romagnoli: all’esterno franco, esuberante, schietto, robusto e nello stesso tempo ruvido, ma sincero e delicato all’interno; è stato il primo vino romagnolo ad aver ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata nel 1967.

Se la riviera Romagnola è stata da sempre sinonimo di allegria, divertimento e buona cucina, il Sangiovese è stato nel tempo il compagno ideale delle piadine con rucola e squacquerone, del castrato ai ferri, delle salsicce e degli affettati di mora romagnola, degustati anche solo in qualche balera di periferia, al suono delle melodie romagnole del liscio. La forza e l’eleganza del Sangiovese, con il suo profumo ed il suo sapore, ci offre la sensazione di riportarci indietro nel tempo, capace di stuzzicare nei giovani di oggi ed in quelli di un recente passato la voglia di riassaporare il sole e la contagiosa allegria della gente e della terra di Romagna.

Il Sangiovese è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e in sette comuni della Provincia di Bologna. Prodotto con le uve vinificate in purezza o insieme a piccole quantità (massimo 15%) di uve di altre varietà a bacca rossa della zona è stato il primo ad essere riconosciuto tra i vini Doc nel comprensorio romagnolo. Dal 2011 la denominazione è modificata in Romagna Sangiovese.

Re incontrastato dei vini rossi del centro Italia, indiscusso signore delle colline romagnole, è il vitigno italiano più diffuso ed è il componente principale di tante eccellenze come il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Montepulciano o il Morellino di Scansano e molti altri forse meno conosciuti ma altrettanto pregevoli.

Le prime notizie storiche sul vitigno risalgono al 1600 mentre per quanta riguarda il nome Sangiovese (in dialetto Sanzve’s) la leggenda vuole che sia stato coniato in un convento di Santarcangelo di Romagna dove i frati cappuccini producevano fra l’altro uno stupendo vino rosso. Un giorno, ospitando un illustre ospite, questi deliziato da tale nettare, chiese come si chiamasse, mettendo i frati in imbarazzo non avendo fino ad allora mai dato pensato di dare un nome a quel vino. Con prontezza però un frate, prendendo spunto dal Colle Giove su cui si trovava il convento, rispose che il nome era “Sanguis Jovis” (Sangue di Giove).”

Qualunque sia l’origine del vitigno o del nome, oggi il Sangiovese va conoscendo una sempre maggiore e costante crescita di qualità, che lo ha reso un prodotto d’eccellenza come gli altri vini più nobili.

 

PLATINUM-Italia-fondo-biancoTre Donne del Design reinterpretano il Fascino del Vino Italiano con Ricercatezza ed Emozione. LATINUM è stata sognata, studiata e creata da Sonia e Marzia Ferretti e da Mariateresa Ruccolo, che insieme hanno condiviso le proprie esperienze personali e la loro passione per il vino, realizzando un SOGNO. Un connubio dai tratti forti ed innovativi, reso possibile grazie all’antica tradizione familiare, ad una personale passione per il Vino e all’Amore per la propria terra. Le loro Collezioni vestono i vitigni delle grandi eccellenze abruzzesi:  Denominazioni di qualità arricchite di preziosità e ricercatezza.