Vico nel Lazio (FR)
Coltura e Cultura si fondono nella moderna Olivicola degli Ernici, cuore pulsante di un territorio da sempre legato all’olivo.

Tradizioni brassicole, celtiche e ciociare si fondono nella “Green Ale” del birrificio Eureka di Castrocielo (FR).

Una birra verde.

Scopriamo questo antico vitigno Arcese (Frosinone), che riesce a regalare vini autentici e sinceri.
Il Lecinaro.

Un Piatto di Igor Palombi

Abbiamo setacciato a fondo il catalogo di Netflix, la piattaforma di streaming on demand più famosa al mondo, alla ricerca delle pellicole a carattere enogastronomico, e ne sono uscite delle belle.

L’Erbaluce Passito dell’Az. Agricola La Masera è molto più di un grande vino da meditazione. E’ la realizzazione del sogno di 5 amici, che, da bambini, si confidavano l’un l’altro il loro lungimirante progetto comune: poter, un giorno, riuscire produrre quel vino.

La Masera

Noi siamo Alessandro, Gian Carlo, Davide, Sergio, Marco e Barbara, un gruppo di amici che nel 2005 a Settimo Rottaro ha costituito “La Masera”, con il desiderio di far rivivere la produzione dell’Erbaluce Passito, che si narra nato proprio dalle mani sapienti dei contadini di queste terre.

La scelta del nome è significativa di uno dei valori che maggiormente ci caratterizzano: il forte legame con il territorio e la sua autenticità. Infatti, “masere” è l’appellativo locale che si usa per indicare i grossi muri di pietra che demarcano i campi, esattamente come quello che sostiene nel suo terrazzamento il primo terreno acquistato per avviare la nostra produzione di Erbaluce.

La Masera conta una superficie vitata di circa 5 ettari, situati nei comuni di Settimo Rottaro, Azeglio e Piverone, tra le colline dell’Anfiteatro morenico di Ivrea, in provincia di Torino, nell’area del Nord del Piemonte denominata Canavese: è la zona tipica del vitigno Erbaluce, che su queste colline trova la sua massima espressione qualitativa.

La novità è che questa è una cantina vera. Sottoterra, scavata nel tufo. Sopra la cantina c’è un palazzetto storico costruito nella seconda metà dell’800 nel Corso principale di Tocco da Casauria, un piccolo borgo delle colline pescaresi, a metà tra il mare e la montagna. In questo antico palazzetto vivono e lavorano Paolo Guardiani e Stefania Ricci, marito e moglie che, portando avanti l’azienda di famiglia, tengono anche vivi di 150 anni di storia e nobiltà contadina.

guardiani-farchione

Nel 1860, Eleonora e Giovanni de Lutiis,  piccoli produttori di vino sfuso, erigono a Tocco Da  Casauria, lungo il corso principale del paese, un meraviglioso palazzo caratterizzato da un’ampia ed ariosa cantina  sotterranea, destinata all’invecchiamento di  bottiglie con annate particolari che venivano regalate agli amici o  stappate in occasioni  speciali.
La produzione di vino sfuso continuerà con l’erede Carolina, la quale insieme a sua figlia Nunziatina ed al genero Virgilio Guardiani, stamperanno la prima etichetta nel 1930. L’attività  di famiglia continua e nel 1974, il figlio Domenico Guardiani insieme alla moglie Maria Farchione, imbottigliano la prima etichetta di Montepulciano d’Abruzzo a marchio TENUTA DEL CEPPETE il cui nome identifica il territorio di appartenenza del prodotto.
Conducono l’Azienda con convinzione ed entusiasmo e riescono a trasferire la stessa tenace volontà al figlio Paolo, che affiancato dalla moglie Stefania, gestisce con la stessa convinzione ed identico entusiasmo un’attività storica che si tramanda di padre in figlio  per la  quarta generazione.
La sede è sempre la stessa, nel palazzo storico della famiglia Guardiani.
La meravigliosa e suggestiva cantina  tutta ovattata nel tufo e scavata nella pietra, non solo è l’ambiente ideale per l’invecchiamento dei vini ma è soprattutto meta apprezzata e gradita  da turisti che possono ammirarne le bellezze architettoniche.

A Falciano del Massico nelle viscere dell’Ager Falernus, terra del primo grande vino della storia e del Primitivo di Antonio e Gennaro Papa.

 

ll vino più noto, più apprezzato e più costoso dell’antichità. Si può considerare il primo D.O.C. dell’enologia mondiale. Infatti gli antichi romani, che lo avevano in massima considerazione, usavano conservarlo in anfore chiuse da tappi muniti di targhette (pittacium) che ne garantivano l’origine e l’annata Tibullo pregava – nunc mihi Gumosus veteris proferte Falernos – di avere subito una coppa di Falerno, vecchio e affumicato. Plinio, Marziale, Orazio, Cicerone ne hanno più volte tessuto le lodi. Petronio Arbitro racconta che durante la famosa cena di Trimalcione gli haustores, (gli antichi sommeliers) servirono un Falerno vecchio di 100 anni.

“I nostri vini sono come abiti cuciti su misura, seguiamo e ci adattiamo alla stagione in modo da essere sempre al passo con il tempo ed esprimere la qualita’ massima”.

La nostra Storia

Gennaro ed Antonio Papa sono chiamati a mantenere una tradizione millenaria in una zona vitivinicola antica come il tempo.

La storia vitivinicola dell’azienda affonda le radici nei primi decenni del 1900.
Il 24 Giugno 1933 i miei nonni vedono premiate le loro capacita’ e la loro passione dalla cattedra ambulante di agricoltura della provincia di Napoli.
Fino al 1960 la produzione vinicola resta sempre molto apprezzata dagli esperti del settore.
Negli anni 90 arriva la svolta qualitativa nella convinzione che il vino Falerno possa di nuovo competere con i migliori vini del mondo. Rispettando le antiche tradizioni e migliorandole con la tecnica moderna.

Abbiamo idee molto semplici: esigiamo il meglio!
Abbiamo l’obbligo di continuare la tradizione millenaria di un vino senza tempo. Il rispetto del territorio passa attraverso la ricerca della perfezione che quasi mai puo’ essere raggiunta. Ogni vendemmia e’ differente, ma le aspettative sono sempre le stesse: creare un vino che possa essere ricordato nel tempo.

Passione, professionalità e continua ricerca sono gli ingredienti di una lavorazione fatta ad arte.
Vi presentiamo Andrea Cervone, professionista dell’arte del taglio.

 

 

 

 

 

 

“Con quasi quarant’anni di carriera, Daniele Cernilli, alias DoctorWine è oggi uno dei più importanti ed influenti comunicatori italiani del vino…ma non chiamatelo wine star”

“Classe 54, laureato in Filosofia Teoretica, è stato tra i fondatori del Gambero Rosso e il curatore della Guida “Vini d’Italia” per quasi 25 anni. E’ stato anche Direttore del canale “Gambero Rosso Channel” su RaiSat. Nel 2011 ha fondato il sito internet “doctorwine.it”, per poi pubblicare nel 2014 la prima “Guida essenziale ai vini d’Italia”, giunta nel 2016 alla terza edizione in lingua italiana e alla seconda in lingua inglese. Ha anche scritto il libro “Memorie di un assaggiatore di vini” edito da Einaudi, ha collaborato con riviste come “Sette” del Corriere della Sera e, come se non bastasse, è stato anche candidato alla Camera dei Deputati nel 2013…”

E’ il direttore responsabile di www.doctorwine.it nonché il direttore-curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia by DoctorWine. Laureato in Filosofia ha insegnato storia e letteratura per poi trasformare il suo amore per cibo e vino nella sua professione.

Giornalista professionista, collabora regolarmente con diverse testate giornalistiche oltre ad aver pubblicato libri tecnici di divulgazione, di degustazione e analisi dei vini. Attualmente cura la rubrica dedicata al vino sul Sette, il settimanale del Corriere della Sera, ed è il managing editor della rivista Spirito di Vino.

E’ autore, tra gli altri, del libro Memorie di un degustatore di vino (Einaudi 2006), cronistoria dei suoi primi 25 anni di degustazioni con giudizi sui vini italiani e stranieri, e più recentemente di Vitigni del mondo (La Conchiglia 2012) in collaborazione con Dario Cappelloni, il catalogo di uve da vino più ampio mai realizzato finora in Italia. Nel 2014 hanno visto la luce due ulteriori pubblicazioni: il libro, uscito in libreria ad Aprile 2014,  I racconti (e i consigli) di Doctor Wine, edito da Einaudi, e la Guida essenziale ai vini d’Italia, edita da Mondadori, realizzata con la collaborazione dei degustatori di Doctor Wine.

Nel suo passato, è stato cofondatore del Gambero Rosso nel 1986, curatore della Guida dei Vini d’Italia per 24 edizioni, direttore del magazine Gambero Rosso, personaggio televisivo alla guida del Gambero Rosso Channel, docente ai corsi professionali alla Città del Gusto di Roma nonché ai corsi di degustazione e analisi sensoriale dell’Associazione Italiana Sommelier.

Ha vinto diversi premi per il suo contributo alla diffusione della cultura enogastronomica tra cui la targa d’Oro dell’Associazione Enotecnici nel 1999 ed è stato incluso nella classifica di Decanter tra le 50 persone più influenti nel mondo del vino (2007-2008-2009).