Siamo stati a Montefalco a trovare Angelo Fongoli per un articolo del prossimo numero VI de I piaceri della vite. Avevamo letto di un Sagrantino speciale, il Fraganton che volevamo assolutamente assaggiare. Ma a Montefalco non abbiamo trovato solo un vino ottimo e fuori dalla righe ma una filosofia ed una scienza nuova. In una lunga passeggiata tra le vigne, incuranti del fango, Angelo Fongoli ci ha fatto capire il suo concetto di vino e viticoltura. Prima di tutto Angelo non snocciola numeri, o meglio non gli interessano quelli canonici. Alla mia domanda sulla resa per ettaro dei suoi vigneti mi ha guardato come se la domanda non fosse affatto pertinente, e mi ha risposto un bel dipende. Nel senso che un resa in media è un numero che indica veramente poco per il suo modo di lavorare con l’attenzione alla singola pianta. Gli ho domandato come potasse le sue viti. E mi ha risposto che dipende… ogni vite ha dei bisogni suoi… e così via in un continuo ripetersi di dipende. Quello che ho capito alla fine è che la viticoltura classica è uno sforzo continuo di ricerca della standardizzazione attraverso la tecnologia, mentre l’agricoltura di Angelo è un continuo assecondare l’ecosistema vigna, accompagnarlo con la tecnologia dove è realistico che vada. L’agricoltura di Angelo Fongoli non forza la vigna, ma la accompagna. Lo stesso discorso si ha in cantina dove non sono fondamentali la ripetibilità dei processi ma la bocca e il naso di chi fa il vino. Ma attenzione, qui la biodinamica non è una arte divinatoria, ma è scienza applicata, dimostrabile e ripetibile, da parte di chi usa la scienza e la tecnologia ma con una filosofia nuova. Il risultato l’abbiamo assaggiato durante tutto il pomeriggio aprendo una decina di bottiglie. Ma di questo ne parleremo nel prossimo numero de “i Piaceri dellea vite”
Con il suo infinito susseguirsi di enoteche, osterie e spettacolari cantine sotterranee scavate nel tufo, il centro storico di Montepulciano rappresenta di fatto un unico ed immenso monumento al vino. E basta fermarsi qui, anche per una fugace visita di passaggio, per ritrovarsi di colpo nel paradiso dell’enoturista…
Siamo andati sulle colline aretine per scoprire la “green winery” di Iacopo e Marco Rossi, due giovani Produttori che hanno posto l’ambiente al centro della loro filosofia produttiva per “provare a migliorare il pianeta una bottiglia alla volta”…
Toccata e fuga alla scoperta del patrimonio enologico del messinese, terra di separazione tra Ionio e Tirreno: due mari generosi che regalano alla viticoltura del territorio il clima ideale per valorizzare al meglio alcuni tra i più importanti autoctoni della Trinacria.
Nel cuore dell’Alto Adige, terra di grandi bianchi, trionfa un raro autoctono della Val di Comino: il maturano in purezza “ARCARO 2016” prodotto dalla frusinate D.S. Bio di Danilo Scenna si aggiudica il premio come miglior bianco ad “Autochtona Award 2017”
Con il Leopoldo IGT di Fattoria Santa Vittoria riscopriamo l’antico sapore del “pugnitello”, uno degli autoctoni toscani a bacca rossa meno conosciuti ma capace di regalare un concentrato di sensazioni inedite.
Immerso, quasi nascosto, nel verde del Parco dei Monti Aurunci si trova “L’Appiolo”, il ristorante protagonista del nostro ultimo bivacco enogastronomico e di una gustosa ricetta stagionale a Km zero…
Tre denominazioni, due varietà di vitigno e un territorio unico: siamo andati a scoprire la terra del Cesanese, tra aspre montagne, boschi selvaggi e vini davvero sorprendenti.
11 vini che noi abbiamo assaggiato, fino alla fine della bottiglia. Senza voti, acini, bicchieri o stellette, solo il vino e il perchè a noi è piaciuto. Su questo numero :
  • “PARTICOLARE INEDITO” SPUM. TOSCANA – TENUTA DEL BUONAMICO
  • “CABOCHON” FRANCIACORTA BRUT DOCG – MONTE ROSSA
  • “MILLESIME’” SPUMANTE METODO CLASSICO – BATASIOLO
  • “L’UNA” VERMENTINO IGT MAREMMA TOSCANA – POGGIO LA LUNA
  • “ARCADIA” MANZONI BIANCO IGT – COLETTI CONTI
  • “MOFETE” ETNA ROSATO DOC – PALMENTO COSTANZO
  • “CAGNULARI” ISOLA DEI NURAGHI IGT – TENUTE DELOGU
  • “CASTELLO DI POPPIANO” CHIANTI DOCG RISERVA – GUICCIARDINI
  • “MARAVITA” PERRICONE SICILIA IGT – CASTELLUCCI MIANO
  • “TASSINAIA” TOSCANA IGT – CASTELLO DEL TERRICCIO
  • “IL PASSITO” PASSERINA DEL FRUSINATE IGP – PILEUM
Tra fenomeni climatici estremi e calura record, con la raccolta delle uve si è ormai praticamente concluso quasi ovunque anche quest’ultimo ciclo della vite. E per capire cosa ci riserverà nei calici quest’annata così delicata e particolare, abbiamo interpellato chi gli stivali in vigna se li è sporcati per davvero. Con Interventi di: Massimo Bartolini, Niccolò Marino, Massimiliano Calabretta, Elena Fucci, Gianfranco Fino, Antonio Papa, Lorenzo Migrante, Riccardo Baracchi, Marika Socci, Fabio Zenato, Paolo Carlo Ghislandi, Beatrice Gaudio, Alessandro Comotto e Walter Massa